2 ANNI DOPO

Solo due anni….precisi due anni….ero lì anche nell’aprile 2006 al teatro Goldoni di Livorno (dove tutto cominciò…) in quell’appassionata campagna elettorale post Governo Berlusconi. Il teatro era strapieno, tifo da stadio, persone con magliette e bandiere rosse, striscioni e cartelli, lacrime appassionate…c’era fiducia, speranza. Bertinotti arriva nella terra a lui più amica, non tutti riescono ad entrare, lui resta per un po’ fuori a parlare con quelli che non hanno trovato posto, per la maggior parte operai in cassa integrazione, incazzati neri ma fiduciosi nei confronti di quelle elezioni, del grande cambiamento. Dentro al teatro ci sono i giovani ma soprattutto i veterani, con la bandiera sulle spalle si intona “Bandiera Rossa” appena il “compagno Fausto” mette piede nel teatro col pugno alzato. E’ trascinante ed appassionante, per chi ha una reale fede politica, sono momenti di aggregazione veramente unici.

APRILE 2008….stesso posto…il Teatro è mezzo pieno (o mezzo vuoto?), fuori gli operai non ci sono più, forse sono al comizio di Marco Ferrando, oppure sono semplicemente a casa a maledire il sistema, i vecchietti sono sempre lì con le bandiere, ma ora accanto a quelle rosse ci sono le verdi, giovani pochissimi, applausi tanti, ma niente inni, in sottofondo durante l’attesa c’è una canzone di Giorgia,altrimenti i verdi potrebbero irritarsi. Il “compagno Fausto” è energico ed efficace come sempre, ma sembra fisicamente provato (confonde Reggio-Emilia con Reggio Calabria…), niente pugni chiusi, altrimenti chi li sente i verdi, la gente gli vuole ancora bene, ma si respira amarezza, disillusione, sfiducia, rassegnazione….niente lacrime, niente boati, semplici applausi….due operai a fine comizio si incazzano di brutto, gli gridano “venduto” perchè ha rinunciato alla falce e martello. “Ora la situazione è diversa”, urlano i compagni bertinottiani. Già la situazione….al di là dei colori e degli schieramenti, riflettevo sulla portata enorme che questi venti mesi di governo hanno avuto sul nostro paese. La passione va scemando, la rassegnazione sta pericolosamente dilagando…se il popolo rinuncia ad occuparsi direttamente di politica, la casta avrà sempre più mano libera per mantenere questo suo status privilegiato. Ma se i governi si alternano e la situazione non cambia, cosa gli si va a dire alla povera gente??? Di continuare a crederci, sempre? Forse sono un’ingenua, forse ho solo 25 anni, ma io a votare ci vado, credo in qualcosa che considero nobile e sublime, utopistico senz’altro, ma mi ci vorrei perlomeno avvicinare. Credo che non votare sia un inutile modo per lavarsi le mani e sentirsi a posto con la coscienza. Non votare favorisce chi la poltrona già ce l’ha. Smettere di far politica vuol dire smettere di interessarsi dei propri diritti. Far politica non vuol dire solo mettere una croce su un simbolo. Vuol dire lottare nelle sezioni, nelle piccole realtà, per le piccole cose. Creare coscienze “pulite”, creare una cultura di attivismo e partecipazione. Smettere potrebbe rivelarsi fatale. Il “morbo”  della corruzione si espanderebbe, da Montecitorio, dalle giunte regionali, arriverebbe sino al circolo di paese. Un viaggio di sola andata verso la MORTE.

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photo by me 😉
2 ANNI DOPOultima modifica: 2008-04-08T01:45:00+02:00da crazy_feeling
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2 pensieri su “2 ANNI DOPO

  1. Ciao Valentina,
    per questo giro elettorale vado contro-corrente: come hai letto, io ci credo. Non mi era capitato mai di sostenere convintamente un candidato. Da sempre era stata una scelta di ripiego, dovuta più ad una posizione “anti” qualcosa che “pro” qualcos’altro. Stavolta getto sul tavolo una preferenza che sento. Finalmente. Sia chiaro: la fiducia raggiunge alcune personalità singole, tra cui quella del candidato premier. Non la struttura del partito, che trascina ancora più di una perplessità. Tuttavia non convivo più con l’aspra sensazione di dovermi tappare il naso. E coi tempi che corrono, è già una bella vittoria.

    Un sorriso.

    Tartaluca

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