LA FINE E’ IL MIO INIZIO

Non finisce qui, ovviamente. Esser tornati extraparlamentari ci ha “ringiovaniti” di 30 anni, dobbiamo cogliere l’occasione per far tabula rasa e risorgere sulle ceneri di una sanguinosa autocritica. Mi guardo indietro e vedo solo errori, talmente tanti che credo sia veramente difficile poterli ripetere tutti….Ma come diamine abbiamo fatto ad essere così ciechi? Ci siamo lentamente allontanati dal popolo, con il nostro linguaggio radical-chic e il nostro atteggiamento di superiorità nei confronti di certi temi “popolari”. Ci siamo occupati del problema sicurezza? No, è un tema di destra (che stronzate…). Cosa abbiamo replicato alla bufala ICI? Nulla, noi non ci abbassiamo a certi populismi da 4 soldi. Come abbiamo reagito alle accuse di governismo? Con la solita solfa dell’antiberlusconismo. Che originalità. Siamo entrati nel governo Prodi per non riavere Berlusconi al Governo, non abbiamo fatto cadere il Governo Prodi per non riavere Berlusconi al Governo, non abbiamo tirato la corda nelle concertazioni di Luglio per non far cadere Prodi e non riavere Berlusconi al Governo. Il risultato? Abbiamo Berlusconi al Governo. Con l’aggiunta che non solo noi non siamo più al Governo ma non siamo proprio in Parlamento. Il partito più di sinistra presente nelle camere è l’Italia dei Valori e i leader dell’opposizione sono Veltroni e Casini (in aria di inciucio). Mia nonna direbbe: “che il Signore c’accompagni!”. Eh già…MA CE LA SIAMO CERCATA. Invece di spiegare ai più giovani le inaccettabili ed immorali conseguenze di questo sistema economico dove tutto è merce, tutto è profitto, tutto è consumo, piegato alle logiche della concorrenza più selvaggia, dove ogni giorno le imprese rischiano di chiudere e i lavoratori di trovarsi in mezzo alla strada, ci siamo messi a distribuire cartine e condom davanti alle scuole. Invece di criticare ferocemente questo stato di cose favorevole soltanto ai ricchi, che umilia il lavoro e mortifica le aspirazioni di chi studia, ci siamo limitati a criticare le solite leggi berlusconiane che ormai pure i bambini conoscono a memoria. Era troppo di sinistra, troppo radicale,  dire che senza l’ICI i piccoli comuni finiscono sul lastrico, che abbassare le tasse INDISTINTAMENTE fa impennare il debito pubblico senza possibilità  di investire in asili, scuole, infrastrutture, sanità? E’ troppo “terrorista” dire che le tasse si abbassano o si eliminano solo per le fasce basse, per chi non se le può permettere? Niente, silenzio, anzi peggio: le solite frasi fatte, i soliti slogan sessantottini, il solito nastro preregistrato. Persino la Lega si è accorta del cambiamento. Persino loro sono stati più abili ad interpretare i bisogni della gente. Ecco, dobbiamo ripartire da qui. Dobbiamo ritornare nelle piazze, dobbiamo ritornare tra la gente, ascoltarla, capirla e darle risposte DI SINISTRA.

LA FINE E’ IL MIO INIZIOultima modifica: 2008-04-20T17:29:53+02:00da crazy_feeling
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2 pensieri su “LA FINE E’ IL MIO INIZIO

  1. Che aggiungere?! Beh, quasi nulla. Analisi lucida ed onesta.
    In più, solo un piccolo pensiero furtivo.
    Sai, Valentì, come già ho detto “ci credevo, e molto”. Ma non avevo valutato d’aver parlato, scritto, discusso SOLO con persone dello schieramento a me a cuore. Da martedì, come le lucertole al primo sole, sono arrivate in massa a presentarmi il conto facce, parole e convinzioni di quegli altri. Ora li ho ascoltati, li ho visti, li ho conosciuti. Ed ho capito che – ancor prima che “politica” od “ideologica” – la battaglia persa è culturale. Faccio fatica a non dire che la coscienza democratica, giuridica, egualitaria, onesta di questo paese non sia perdente di fronte a chi mi dice che non è interessato agli affari di mafia di questo, ai legami con i gruppi segreti dell’altro. Chiudono un occhio, disposti a sacrificare pure l’altro, se in cambio hanno piccole, vane promesse. Insomma, niente di più lontano dalla politica nel suo concetto più alto, ossia il meglio, la felicità, l’interesse, la responsabilità di tutti. Solo il loro pallido giardinetto recintato, dove credersi ricchi come lui, dove preferirlo per invidiarlo. Intanto – dicono – sono tutti uguali.
    No, col cazzo. Non sono tutti uguali.
    C’è da riformare un paese, ed in questo paese alcune forme di appartenenza sociale e politica. Ma ci sono da riformare pure le teste, c’è da creare una base di coscienza nella quale essere certi di potersi confrontare degnamente, con persone che rifiutino l’illegalità, il comodo, la furbizia a favore di quei valori che – unici – possano creare la condizione per una comunità di persone che si dica – e che sia – popolo.
    Beh, sono stanco, non mi sono capito, e domattina dovrò pure alzarmi presto…
    Un sorriso (un pò tirato, ma tanto fa…)

    Tartaluca

  2. lo so, lo so. Sono monotono.
    Ma la lunga esperienza (troppo lunga?) mi fa dire che la soluzione sta nei conflitti.
    Possono dirci che è cambiatoi tutto, che viviamo nella post ideologia, che non c’è più destra e sinistra, ma i conflitti restano immutati da 5000 anni a questa parte.
    Beh, il nostro posto è lì, cercando di dare risposte che non siano la guerra degli ultimi contro i penultimi come fa La Lega, il PD, il PdL, La Destra, l’UDC, l’IV, la bocciofila di Bagno a Ripoli, il circolo del bridge di Pescasseroli ecc. ecc…..

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