LE STRADE SONO DI CHI AMA*

Vogliono farci credere che con qualche pattuglia in più la nostra vita cambierà, ci sentiremo sicuri, e quindi FELICI.

Vogliono farci credere che degrado è sinonimo di straniero, che il degrado si sconfigge con le ordinanze, i manganelli, le multe o gli arresti.

Vogliono farci credere che non c’è lavoro perchè ce lo rubano gli immigrati, che non ci sono case popolari perchè ce le rubano gli immigrati, quegli stessi immigrati che per qualche centesimo di euro raccolgono pomodori nel Tavoliere delle Puglie, rischiano la vita nei cantieri del nord-est o lavano il culo ai nostri nonni. Senza pensare che forse quelle persone delinquono proprio perchè non hanno una casa, proprio perchè vivono da sempre nella negazione dei propri diritti, nello sfruttamento. Lavorano nelle nostre città ma vengono trattati come schiavi, fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare ma nonostante questo non ottengono niente in cambio. E’ la violenza che genera altra violenza.

Vogliono farci credere che la soluzione sta nell’esclusione, nell’emarginazione, nella tolleranza zero.

Ma c’è l’altro lato della sicurezza, quello di cui nessuno parla, quello che al contrario fa rima con coesione, integrazione, solidarietà.

Siamo il paese europeo con il minor tasso di integrazione razziale….che significa, che i delinquenti si fermano in Italia mentre gli stranieri “buoni” se ne vanno in francia, germania, olanda…..?????

O forse dipende dal fatto che, tanto per fare un esempio, la Francia investe il triplo di noi in case popolari, garantisce ad ogni persona che lavora onestamente il diritto alla casa, alla previdenza, alla salute, e, quindi, permette a (quasi) tutti di integrarsi nella società, senza bisogno di delinquere? 

La rivolta delle banlieu la ricordate???? Abitanti delle periferie parigine, perlopiù immigrati, che rivendicavano il diritto a vivere in quartieri non emarginati. Anche le nostre periferie sono dei ghetti, ma ve li immaginate voi i lavoratori (in nero) extracomunitari che si mettono a manifestare per far valere i loro diritti ad avere un’esistenza dignitosa, se non come la nostra, almeno che ci si avvicina???? Verrebbero subito trattati come dei rompicoglioni che turbano la quiete dell’italiano purosangue. Gente che non ha il diritto di rivendicare un diritto. Neanche se lavora.

La delinquenza certo va punita. Ma va anche prevenuta. Chi è disperato ha bisogno di delinquere, e trova il modo di farlo anche se si triplicano le pattuglie. Non c’è qualità della vita in uno stato di polizia. E’ la sicurezza che schiaccia la libertà.

La vera sicurezza è quella sociale. La vera prevenzione sta nella coesione, nella non emarginazione delle periferie, nell’inclusione sociale….e quindi, ancora una volta, serve l’aiuto dell’invesimento pubblico. Ovviamente con i condoni e le detassazioni indiscriminate non si va da nessuna parte. Ma così il discorso si complica troppo….

 

09800878477f6df8348c2e675befcb28.jpg
 

Uff…è sabato mattina e dovrei studiare….ma vi ho solo riportato le considerazioni di un gruppo di amici che ieri ha bevuto una birra insieme, meditando un’opposizione ad un sindaco che vuole sgomberare un centro sociale sede di 27 associazioni no-profit, tra cui Emergency e Africa Insieme, che tra le varie cose realizza corsi d’italiano gratuiti per immigrati. In nome della legalità.  

[* iniziativa contro l’intolleranza e l’emarginazione promossa dai network giovani di sinistra durante la scorsa sfortunata campagna elettorale]
LE STRADE SONO DI CHI AMA*ultima modifica: 2008-06-21T12:25:00+02:00da crazy_feeling
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “LE STRADE SONO DI CHI AMA*

  1. Complimenti, bel post. concordo e aggiungo che la cosa più impressionante è la nostra (intesa degli italiani) incapacità di sorridere. In giro si vedono solo musi lunghi e incazzati! Forse dovremo reimparare a sorridere alla vita, come ho visto fare da molti abitanti di paesi dove c’è poco da sorridere.

    un saluto!!

Lascia un commento